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Tutte le banche offrono ai propri clienti la concessione di mutuoi per l'acquisto della casa, ma non tutte sono uguali. I costi e i tassi d'interesse variano anche di molto da banca a banca.
Oltre alle rate, infatti, bisogna tenere conto delle spese di istruttoria, le spese di perizia, eventuali assicurazioni sulla casa che la banca vi chiede di stipulare, la parcella del notaio, l'imposta sostitutiva.
Per un finanziamento senza rischi la prima cosa che bisogna valutare è il tipo di tasso se fisso o variabile o se misto.
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Le offerte delle banche diverse da dove avete il conto sono da considerare se il tasso offerto è almeno di mezzo punto in meno.
- Richiedi alla banca il testo del contratto di mutuo prima di stipularlo.
- nel caso di tasso variabile, verifica che nel contratto siano indicate le variabili che verranno prese in considerazione, rifiutate contratti che prevedono un minimo e non un massimo, non badate al tasso d'ingresso in quanto è uno specchietto per le addolole, e fatevi mostrare i tassi a regime: quelli che stanno pagando coloro che hanno già aperto lo stesso mutuo.
- il tasso fisso anche se è più alto, può darci sonni tranquilli specialmente per mutui della durata lunga 20 e più anni.
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Il tasso misto molte volte può essere la soluzione giusta in quanto a scadere di ogni tot anni (verifica sempre ciò che ti propone la banca) si può optare di rinegoziare il tasso e quindi cambiare da variabile a fisso o viceversa, controllare sempre i costi se e quanto ammontano per tale soluzione.
- Altra cosa importante è quella dell'estinzione parziale o totale del mutuo. La percentuale di penale applicata sul residuo può incidere notevolmente sul costo per estinguere il mutuo.
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AGEVOLAZIONI FISCALI SUL MUTUO PER ACQUISTO CASA
A favore di chi accende un mutuo per l'acquisto della casa è
concessa una detrazione dall'Irpef degli interessi passivi pagati
e dei relativi oneri accessori.
La normativa vigente in materia di detrazioni fiscali per gli
interessi passivi ed oneri accessori derivanti da contratti di
mutuo ipotecario è piuttosto articolata in quanto nel corso
degli anni ha subito diverse modifiche con la conseguenza che le detrazioni fiscali spettano
secondo limiti e modalità che variano in relazione al tipo di fabbricato (abitazione principale,
abitazione secondaria, altri fabbricati non abitativi) e all'anno in cui è stato stipulato il contratto
di mutuo.
L'attuale disciplina prevede una detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche pari
al 19% degli interessi passivi, e relativi oneri accessori, nonché le quote di rivalutazione dipendenti
da clausole di indicizzazione, derivanti da mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti
solo per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale e delle sue
pertinenze per un importo non superiore a 3.615,20 euro.
COSA OCCORRE PER USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE IRPEF
Il primo requisito di cui verificare l'esistenza è quello relativo alla circostanza che il mutuo
sia stato stipulato per l'acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale.
Per i mutui stipulati dal 1993, infatti, la detrazione d'imposta, da calcolare sugli interessi
pagati, è concessa solo in relazione all'acquisto dell'abitazione principale e delle sue pertinenze.
Nel caso di mutui misti (ad es. mutuo per acquisto e ristrutturazione), l'importo riferibile all'acquisto dell’abitazione principale deve essere chiaramente distinto per consentire
una corretta detrazione.
Un'altra condizione richiesta dalla legge è quella che prevede che il mutuo stipulato sia
garantito da ipoteca su immobili. Non possono fruire dell'agevolazione altre forme di
finanziamento, quali: cambiali, aperture di credito in conto corrente, anche se garantite
da ipoteca, cessioni di stipendio.
Non è richiesto che l'immobile da ipotecare sia lo stesso che viene acquistato; può trattarsi
sia di un altro immobile posseduto dall'acquirente sia di un altro immobile posseduto
da persona diversa dall'acquirente.
Per avere diritto alla detrazione, occorre che il soggetto che eroga il mutuo sia residente
in Italia o in uno Stato membro dell'Unione Europea ovvero sia una stabile organizzazione
nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.
IMPOSTE SULL ’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA
Tra i diversi temi fiscali che interessano la famiglia quello che forse suscita maggiore
interesse riguarda le agevolazioni per l’acquisto della “prima casa”.
Quando si acquista la "prima casa" è bene sapere, anzitutto, quali e quante sono
le imposte da pagare. Le imposte dovute sull’acquisto della casa rientrano nella
categoria delle imposte indirette (Iva, registro e imposte ipotecaria e catastale).
Se il venditore è un soggetto Iva, l’acquirente è tenuto al pagamento dell’Iva (4%)
e delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (168 euro ciascuna).
Nel caso di acquisto da un privato, bisognerà invece pagare l’imposta di registro (3%) e, in misura
fissa, le imposte ipotecaria e catastale (168 euro ciascuna).
Per le cessioni soggette all’Iva la base imponibile è costituita dal corrispettivo pattuito tra le parti.
La base imponibile per l’applicazione dell’imposta di registro è data dal valore dell’immobile
dichiarato nell’atto.
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