ACQUISTARE SU INTERNET E' SICURO?
Quando ci si domanda se acquistare su internet è sicuro, occorre stabilire cosa si intende per sicurezza. Possiamo identificare due ambiti: il primo è relativo al prodotto che vogliamo acquistare e alle garanzie circa la sua idoneità e aderenza a quanto il venditore afferma.
Acquistando via internet non abbiamo la possibilità di toccare con mano il prodotto, e quindi neppure di constatarne la qualità. In secondo luogo ci si può domandare se le transazioni che avvengono mediante internet siano sicure: i dati riguardanti la carta di credito possono essere rubati e utilizzati per effettuare acquisti da parte di terzi? Rispondere a queste due domande è abbastanza facile.
Occorre però fare una premessa, distinguendo il commercio elettronico effettuato in Italia da quello realizzato all’estero.
Il consumatore italiano che vuole comprare online in Italia è tutelato da leggi apposite; quando però si oltrepassa il confine e si acquista in Paesi stranieri, le cose si complicano. In questo caso il foro competente è quello del venditore (*), per cui occorre una certa cautela prima di avventurarsi in acquisti in Paesi extracomunitari e con e-shop non noti a livello internazionale. In Europa come in Italia la legislazione è omogenea. Se acquistiamo un prodotto e ci accorgiamo che non è quello che volevamo, possiamo sempre restituirlo chiedendo il rimborso.
Infatti in Italia è stata recepita la direttiva (97/7/CE) sulla tutela dei consumatori in materia di contratti conclusi a distanza (D.lgs. 22 maggio 1999, n. 185), è stato approvato (con D.p.r. 28 luglio 1999, n. 318) il regolamento sulle misure minime di sicurezza previste dall’art. 15 della legge n. 675/1996 in materia di privacy, e da ultima, la nuova Direttiva sul commercio elettronico. Si tratta di una legge relativa ai contratti a distanza e comprende qualsiasi contratto, stipulato tra un fornitore e un consumatore, concernente beni o servizi, interamente negoziato con tecniche di comunicazione a distanza.
In base alla nuova disciplina, il consumatore che intenda esercitare il diritto di recesso dovrà inviare al fornitore una comunicazione in tal senso, nel termine di dieci giorni (o a volte sette) che decorrono:
• nell’ipotesi di contratti riguardanti la fornitura di beni, dalla data di ricevimento della merce;
• per i contratti riguardanti la prestazione di servizi, dalla data di ricezione dell’informativa.
Per evitare confusione ed incertezze interpretative deve essere l’operatore stesso a indicare il termine di decorrenza e soprattutto le modalità, ad esempio via e-mail, di comunicazione del recesso. Quindi, se l’acquisto effettuato non è di nostro gradimento, possiamo sempre ritornare sui nostri passi. È importante cercare nel sito del venditore le note riguardanti il diritto di recesso: nonostante questo sia garantito per legge, la sua accurata descrizione nel negozio virtuale è segno di serietà e precisione del venditore.
Per quanto riguarda le transazioni online, cioè il pagamento con carta di credito, è ragionevole dire che si può stare tranquilli. Se si utilizza un sistema di pagamento messo a punto da Servizi Interbancari (Telepay, SET) o un gateway di una banca, i dati inseriti viaggeranno in internet crittografati e indecifrabili per chiunque.
Ovviamente non esiste la sicurezza assoluta: un gruppo di formidabili hacker, spendendo tanto tempo ed utilizzando super computer, potrebbe anche decifrare i dati, ma il costo di questa operazione non è assolutamente ripagato dal bottino.
Occorre infatti ricordare che la carta di credito consente di utilizzare un massimale mensile che nella grande maggioranza dei casi è di 1500 euro.
Inoltre proviamo a pensare quante volte pagando in un negozio con una carta di credito perdiamo di vista la carta stessa; oppure quando al ristorante la consegniamo tranquillamente al cameriere, che ce la riporta dopo aver effettuato la transazione! Sicuramente sono situazioni potenzialmente più pericolose dell’acquisto via internet.
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