MANUALE PER UNA SPESA CONSAPEVOLE
cosa è meglio comprare e cosa no
a cura di Davide PACINI e Stefano PALLA
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA
ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI PISTOIA
SERVIZIO REGOLAZIONE DEL MERCATO
Il manuale è in distribuzione gratuita presso la Camera di Commercio di Pistoia ed inoltre è reperibile sul sito Internet della Camera di Commercio di Pistoia all'indirizzo: http://www.pt.camcom.it/Informazioni/Files/2949/manuale.pdf |
La marmellata
è solo quella di agrumi, in quantità non inferiore a
200 g. per Kg. di prodotto finito.
Le altre si chiamano confetture.
Confettura extra: il contenuto n frutta non può essere inferiore ali
45% (fanno eccezione le mele cotogne e il ribes). Per legge non
può contenere conservanti.
Confettura: la quantità di frutta deve essere almeno il 35%. La legge
prevede l'impiego in minima quantità di anidride solforosa
(E220), un conservante.
SUCCO DI FRUTTA,
NETTARE DI FRUTTA ( o succo e polpa di frutta)
Quelli denominati succo di frutta (sono i migliori), contengono solo
spremuta di frutta, e per legge, non vi può essere aggiunta acqua
(Dir. CEE 112/2001). In quelli denominati nettare o succo e polpa di
frutta, oltre alla spremuta di frutta (ma che in questo caso può essere
anche concentrata, quindi prodotta per bollitura) troviamo anche
la purea, ovvero la frutta centrifugata.
Il succo presente può
essere succo di frutta, succo e purea, purea, il resto può essere acqua
con aggiunta di zucchero o anche miele. C'è l'obbligo di dichiarare
se il prodotto proviene totalmente da succo concentrato
in polvere o liquido invece che da frutta fresca o congelata.
In questo caso verrà indicato "parzialmente a base di succo concentrato".
Attenzione ai prodotti molto economici e di marche sconosciute. Possono essere prodotti
con frutta trattata, non sempre colta al giusto grado di maturazione, spesso ossidata
per il tempo trascorso prima della lavorazione, manipolata e colorata.
ACQUA
Grazie alla Direttiva n. 83/1998, è possibile imbottigliare e vendere ai consumatori
l'acqua potabile erogata per i rubinetti domestici, come se fosse acqua minerale: in
effetti lo è, ma si chiama "acqua di sorgente".
Questa è parente, da una parte, dell'acqua potabile e, dall’altra, dell'acqua minerale.
Infatti, per quanto riguarda le caratteristiche e i parametri, è soggetta alla stessa
disciplina dell’acqua potabile ma, come l’acqua minerale, non può essere disinfettata,
perché deve essere già pura e buona da bere come esce dalla sorgente.
L'acqua di sorgente deve avere una "autorizzazione" alla commercializzazione da parte del Ministero della Salute, che ne valuta le caratteristiche, ma non può riportare
in etichetta indicazioni su possibili effetti benefici per la salute. Ciò è permesso
soltanto all'acqua minerale.
ACQUA DEL RUBINETTO:
Affinché un'acqua possa essere considerata potabile, deve essere priva di colore e
di odore, chiara e fresca (solo l'acqua fredda è potabile; nell' impianto dell'acqua
calda l'acqua spesso rimane troppo a lungo ad una temperatura che è ottimale per
lo sviluppo di batteri).
Per garantire i valori prescritti dalla legge, l'acqua viene controllata
a determinati intervalli, dai responsabili delle centrali idriche e dall' Unità Sanitaria
Locale, dal Laboratorio per analisi dell' acqua e dal Laboratorio Biologico Provinciale.
A seconda della grandezza della rete di distribuzione i controlli vengono
effettuati ad intervalli temporali più brevi. Ogni acqua a parte quella distillata ha un
naturale contenuto di sostanze minerali. Questo contenuto di minerali dell'acqua
copre il nostro fabbisogno giornaliero. La qualità dell'acqua può essere condizionata
dalle tubature della nostra casa o dall'impianto dell'autoclave.
E' importante che il
deposito venga regolarmente disinfettato con Amuchina.
Vi sono sostanze per le quali sono prescritti valori massimi che non possono essere
assolutamente superati, altrimenti l’acqua è dichiarata non potabile. Si tratta di sostanze
nocive o indesiderabili e i valori massimi consentiti sono bassissimi e del tutto
precauzionali, come si può vedere nelle tabelle:
Bisogna precisare che, per alcuni di questi valori massimi, la normativa andrà in vigore
a partire dal 2005/2006 e riguarderà non solo l’acqua lungo la rete idrica, ma
anche alla fine del suo percorso, cioè quando esce dal rubinetto del consumatore.
Ciò comporterà qualche problema. Infatti, dato che, specialmente nei centri storici
delle città, molte tubature sono in piombo, uno dei valori massimi che potrebbe facilmente
essere superato al punto di uscita dell’acqua dal rubinetto è proprio quello
del piombo; specialmente acque leggere, con pochi minerali, che sono più aggressive
e "solventi", potrebbero catturare particelle di piombo, elevando la concentrazione
di questa sostanza.
Per quanto riguarda la disinfezione per eliminare i microbi nocivi, che devono essere
completamente assenti, viene usato in genere diossido di cloro.
La legge prevede un valore "consigliato" ma non vincolante di 200 microgrammi per
litro, che può essere aumentato secondo le circostanze. Sciogliendosi nell’acqua, il
cloro rilascia talvolta un cattivo sapore e molti consumatori, per eliminare cattivi sapori
ed eventuali sostanze indesiderate, usano i cosiddetti depuratori.
ACQUA MINERALE:
Secondo la legge l'acqua minerale deve provenire da riserve sotterranee,
naturali e protette da contaminazioni ed essere batteriologicamente
pura. Sono permesse l'aggiunta di anidride carbonica e l'eliminazione di
ferro e zolfo.
Il riconoscimento ufficiale come acqua minerale da parte
del Ministero della Salute, avviene dopo accurate analisi (geologiche, chimiche, fisiche e microbiologiche), si esaminano anche le proprietà
curative farmacologiche e medicinali.
Sono prescritti assidui controlli della
qualità dell'acqua e dei processi di lavorazione e imbottigliamento sia
da parte degli esercenti (controlli interni) che delle unità sanitarie (controlli
esterni).
Secondo esperti le differenze nella composizione tra acqua minerale ed acqua normale
nelle maggior parte dei casi per persone sane non è rilevante; possono avere
un peso quando ci sono problemi di salute (chiedere al medico).
Le acque minerali si classificano in vari gruppi in rapporto alla quantità di minerali
disciolti, indicata dal "residuo fisso", il cui valore è riportato sull'etichetta delle bottiglie.
Il residuo fisso è costituito dalle sostanze che rimangono dopo aver fatto evaporare
un litro di acqua minerale a 180 gradi centigradi: il valore, espresso in mg/l, è
tanto maggiore quanto più elevata è la quantità di sali minerali presenti.
Quando comprate dell'acqua minerale fate attenzione quindi alla composizione (etichetta).
DEPURATORI
Per quanto riguarda gli apparecchi di depurazione divenuti moda negli ultimi tempi,la qualità dell'acqua a lungo andare è garantita solo da una manutenzione regolare;
specialmente negli apparecchi con filtro di carbone attivo, il problema nasce,
per esempio, durante le assenze prolungate (vacanze). Bisogna controllare quindi
che nel filtro non si sviluppino germi pericolosi per la salute.
Tuttavia, chi vende questi apparecchi chiamandoli genericamente "depuratori" è un
mistificatore, sia perché tale denominazione è proibita dalle norme, sia perché ogni
congegno, pur assolvendo ad una o più funzioni specifiche, non depura però l'acqua
"da tutto".
Occorre anche fare attenzione al contratto di manutenzione del "depuratore", qualora
proposto, (il più delle volte è conveniente), ma quando è quinquennale o addirittura
decennale, senza possibilità di disdetta, bisogna ricordare che c'è l’obbligo di
continuare a pagare anche se si butta o si cambia apparecchio di depurazione.
Quindi conviene stipularla solo su apparecchi molto validi.
Quanto alla scelta di quest’ultimo, è meglio orientarsi su marche note che hanno
una più capillare rete di assistenza, oltre a una collaudata tecnologia. Soprattutto
bisogna scegliere in base alla caratteristica negativa che si vuole eliminare dall’acqua.
La differenza di costo tra i sistemi dipende soprattutto dalla differente tecnica di
filtraggio: quelli più economici, a filtri, bloccano essenzialmente cariche batteriche e
sostanze indesiderate sopra una certa dimensione (0,3 o 0,4 micron: milionesimo di
metro); quelli a osmosi invece filtrano attraverso una membrana particolare il 90-98%
delle sostanze chimico-tossiche: arsenico, cloruri, cianuri, pesticidi, mercurio, bromuri,
fluoruri, virus, cariche patogene, microbi, ecc.
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